Viaggio in Cina 2007 La Cina di Beppe, parole in libertÓ
Le note di Beppe: Pechino, la partenza;




by Lia Garavini


Le note di Beppe: Pechino, la partenza


26 MAGGIO 2007

I preparativi sono terminati e alle quattro e
quarantacinque di venerdì undici maggio siamo in strada in attesa del bus per l'aeroporto di Bologna.
Ai più potrà sembrare eccessivo un bus per
effettuare un trasferimento però,
sulla scelta, ha prevalso
sia la comodità per le persone sia la capienza da destinare ai bagagli. Soprattutto per contenere il carico del ritorno. Durante viaggi di questo tipo i fardelli e i pacchi si moltiplicano a dismisura. Non si sa mai ed è meglio essere previdenti.
Dopo tre lunghi mesi di discussioni e di confronti per tappe di avvicinamento, il 1° maggio, ci siamo incontrati a pranzo per fare conoscenza e il viaggio in Cina è diventato realtà.
La compagnia è quella giusta, anch''essa selezionata nel corso di questa lunga preparazione. Siamo in tredici: il viaggio sarà sicuramente contrassegnato dalla fortuna. La superstizione lasciamola ai cinesi.
Tutto è stato preparato nei minimi dettagli, di grande c''è solo il bus di quaranta posti che in orari antelucani sta girando per la città di Ferrara nell''intento di raccogliere tutti i componenti della spedizione.
Alle cinque e mezzo il bus è completo, c''è già luce piena con una leggera foschia.
\r\nOra puntiamo dritti verso l''aeroporto Guglielmo Marconi.
Check-in alle sei e imbarco per Vienna alle otto. L''aereo è della Tyrolean Aerlines, è un bimotore a turboelica e ci accoglie al suono di un valzer di Strauss.
Lo scalo di Vienna diventa un trampolino di lancio verso l'estremo oriente. Dal cuore della vecchia Europa verso il Paese che più di ogni altro al mondo è sinonimo di sviluppo e di crescita economica.
La Cina non tarderà, visto la crescita interna di lungo periodo e a ritmi record, a diventare la futura prima potenza mondiale. La stampa italiana ed europea parla di questo immenso Paese come di una nazione vogliosa e desiderosa di crescere e descrive i giovani cinesi come dinamici, instancabili e con la bramosia dell''arricchimento.
La Cina è un Paese che non si fa grandi scrupoli, né di conseguenze sociali né di altro tipo, quando si tratta di abbattere interi paesi o interi quartieri per ricostruirli a nuovo, ventiquattro ore su ventiquattro. Con la luce delle fotoelettriche. Non sono sicuro che questi sintetici tratti descrittivi siano sufficienti per inquadrare una realtà così complessa, tuttavia la Cina immaginata da qui, dal cuore della mitteleuropa, tra queste piazze centenarie e chiese gotiche, tra palazzi imperiali e vie alberate, diventa come un''immagine fotografica di Pechino che sfuma piano piano.
La sosta a Vienna trascorre in completo relax. Si passeggia lungo il Graben e all''interno dell''Hofburg:tra palazzi disomogenei in stile rinascimentale e barocco e giardini colorati, tra spazi verdi ben curati e folate nauseabonde di escrementi equini. Il palazzo imperiale fu la residenza degli Asburgo fino alla fine della prima guerra mondiale e si presenta come un complesso molto vasto di costruzioni di epoche diverse.

L''Austria è terra di grandi artisti e di grandi musicisti e per il momento penso alla Cina come alla grande nazione che ospiterà i Giochi Olimpici del 2008 e che, già ora, sta cercando di introdurre tra i suoi rozzi cittadini qualche elemento fondamentale di bon ton, tanto per compiacere gli occidentali.
Appunto…gli occidentali non certo gli italiani. In quanto a scarsa educazione per le code i nostri connazionali non li batte nessuno. Ci manca quel senso profondo, forse innato, di disciplina per le file che caratterizza, ad esempio, gli inglesi .
L'imbarco per Pechino è fissato per le venti e dieci e la partenza per le venti e trenta.
\r\nIl cielo su Vienna annuncia cattivo tempo e un nero diffuso all''orizzonte ci avvisa di un temporale incipiente.
Ci aspetta un lungo viaggio di circa diecimila chilometri e più di nove ore di volo attraverso l''Europa orientale, la Siberia e il deserto del Gobi in Mongolia.
L''aeroporto di Pechino è un brulicare di persone, in definitiva un po'' come tutti gli aeroporti dall''architettura essenziale e fredda. Gli interni sono luminosi ma il colore che prevale è il grigio quasi a ricordare, anche nella Cina attuale, che dei colori poteva disporne solo l''imperatore.
I pavimenti sono lucidi e non portano i segni del vizio dei cinesi più diffuso e insopportabile, anche tra le donne, che imbrattano strade e marciapiedi con i loro gargarismi disgustosi.
L''aeroporto di Pechino, dall''uscita un po'' angusta e stretta dentro svincoli e cavalcavia, si sta rifacendo il look. I lavori fervono e qui tutto è in funzione delle prossime Olimpiadi.
I tempi di costruzione della metropolitana che unirà l''aeroporto con il centro di Pechino iniziata un anno fa terminerà fra un anno esatto, giusto in tempo con l'inizio dei Giochi olimpici.

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11 MAGGIO 2007 - 26 MAGGIO 2007

FERRARA BOLOGNA
BOLOGNA VIENNA
VIENNA PECHINO
PECHINO XI'AN
XI'AN LHASA
LHASA SHANGRI-LA
SHANGRI-LA LIJIANG
LIJIANG KUNMING
KUNMING GUILIN
GUILIN YANGSHUO
YANSHUO GUILIN
GUILIN PECHINO
PECHINO VIENNA
VIENNA BOLOGNA
BOLOGNA FERRARA

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