Turchia 2009Il diario e le impressioni



by Lia Garavini


Segni promenitori

TURCHIA 2009
15 settembre 2009 / 22 settembre 2009   

“ Lunga e diritta correva la strada
 l’auto veloce correva
la dolce estate era già cominciata….”

Così, con la bellezza delle parole di “Canzone per un’amica”, Francesco Guccini ricordava poeticamente il triste epilogo di una giovane ragazza iniziato con un viaggio in auto  baciato dal sole caldo di un’estate appena iniziata

Sia chiaro l’accostamento all’accaduto, che la canzone descrive con versi e musica molto belli, non propone analogie: in pratica ha l’unico scopo di esorcizzare lo sviluppo di un viaggio, il nostro, caratterizzato da alcuni penosi inconvenienti che ci sono piombati addosso.
Altre sostanziali differenze consistono nel fatto che per noi il viaggio non era ancora iniziato e l’estate che finiva era stata tutt’altro che dolce e clemente.
Caldo torrido, temperature canicolari, clima afoso e sole accecante.
Ciò nonostante la preparazione del viaggio desiderato si era imbattuto in   numerosi ed inquietanti segni premonitori con molteplici defaillance e difficoltà iniziali.

Dopo un tentativo andato a vuoto che prevedeva una permanenza in terra turca di ben quindici giorni e un gruppo minimo di sedici persone, la comitiva abile alla partenza trovava il suo gruppo definitivo in sei persone tutte affiatate.
Il ripiego per il tour della Turchia di otto giorni ci sembrava adeguato a soddisfare le aspirazioni di ognuno anche se il programma di viaggio si presentava più intenso nei ritmi e più faticoso, perché con meno recuperi, dal punto di vista fisico.
Oltre millesettecento chilometri da macinare a “cavallo” di un bus.
Ma questa era la soluzione che ci veniva offerta. Prendere o lasciare.
Abbiamo accettato.
D’altronde il pensiero costante del viaggio, di una vacanza a lungo sognata e preparata dopo un’estate passata a contrastare temperature sahariane assumeva, seppure in modo virtuale, i contorni di un importante beneficio psico-fisico.

Alla fine si parte. Ridotti di numero ma si parte

Dopo un’accurata preparazione dell’itinerario un rinvio sarebbe stato una vera e propria iattura.  

Un viaggio verso un qualsiasi paese diverso dal proprio per cultura, tradizioni e costumi va affrontato con una conoscenza non superficiale e con una base nozionistica adeguata. E la Turchia seppure scatenasse in ciascuno di noi  un interesse profondo rientrava in questa categoria.
Ripeto senza una giusta, anche se minima, conoscenza saremmo incorsi in un grave errore di sottovalutazione o ancor peggio di presunzione.     
Ecco perché tutto quanto ci capitasse sottomano, dalla carta stampata ad internet, dai libri del premio Nobel - Orhan Pamuk - alle guide turistiche veniva incamerato come utile bagaglio di informazioni da usare al momento opportuno.     
In questo modo avevamo acquisito la prima, necessaria, infarinatura ed un assaggio, seppure a distanza, delle numerose sfaccettature, anche religiose, del luogo che ci doveva accogliere per una settimana.

Ad esempio è stato importante apprendere che il governo turco, retto dal partito del primo ministro Erdogan, nelle ultime elezioni del 2007 aveva dovuto allearsi, per vincere, con il partito islamico e altrettanto utile si è rivelata la conoscenza di un fatto politico accaduto, più o meno, un anno fa.
La Turchia aveva rischiato di cadere nuovamente nell’ingovernabilità e nel ricorso alle urne anticipate se non fosse che la Corte Suprema aveva respinto, decidendo con un solo voto di scarto, la richiesta di messa al bando del partito del premier per attività antilaiche.